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(1790-1840) IL NEOCLASSICISMO - IMPERO ED ECLETTISMO

In Francia, a seguito della Rivoluzione Francese, la produzione e l'uso dei gioielli subisce una drammatica interruzione. Fino verso il 1815, periodo contrassegnato da grandi conflitti, possedere gioielli significava appartenere alla classe aristocratica e pertanto si rischiava di essere condannati alla ghigliottina.

Questo portò inevitabilmente all'incremento delle vendite con conseguente inflazione del mercato e caduta dei prezzi. Durante questo periodo, pertanto, si indossavano gioielli leggeri e delicati, in gran parte ispirati a quelli di tradizione della Francia contadina, basati sull'uso della filigrana, piccole perle e pietre modeste come la corniola. Con la proclamazione dell'Impero, riemerse l'arte orafa di ispirazione neoclassica e si riacquistò l'uso di indossare suntuosi ormanenti a corte.

Si consolida l'uso delle paroure, composta da collana, una coppia di bracciali, orecchini a pendente, una fibbia per la cintura e ornamenti per i capelli (pettini, tiare, diademi); oltre ad essere composte di diamanti, erano spesso realizzate con grandi pietre preziose monocolore ciascuna incorniciata da un bordo di piccoli diamanti.

Altri elementi utilizzati per i gioielli di questo periodo erano i cammei, (montati praticamente su tutti i componenti delle paruore) e dei micromosaici che rimasero in voga in tutta l'Europa fino al 1870 circa. Caratteristica del XIX secolo fu l’eclettismo nel riproporre vecchi stili in un carosello alternativo tra architettura gotica, rinascimentale e la moda dei gioielli degli antichi egizi.